Museo Navale dell’Università di Napoli “Parthenope”

La storia dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope (già Istituto Universitario Navale) trova le sue fondamenta scientifiche e culturali nello stretto legame che la città di Napoli ha da sempre con il mare.

L’origine dell’Ateneo risale al 1919, quando, su istanza del Vice Ammiraglio Pasquale Leonardi Cattolica, il Regio Istituto di Incoraggiamento di Napoli si fece promotore, presso il Governo, dell’Istituzione in Napoli di un centro superiore di cultura nel quale il mare venisse “studiato in quanto è, in quanto produce e in quanto mezzo di scambio” e che, accanto allo sviluppo della cultura scientifica, preparasse le menti alla “Consapevole valorizzazione dei problemi economici relativi al mare”.

 

 

COLLEZIONI E PATRIMONIO

Sin dalla sua fondazione, l’Università Parthenope ha raccolto e costituito una collezione di modelli didattici, ereditando materiale appartenente sia ai preesistenti Arsenali di marina, collocati negli attuali giardini della Palazzina Borbonica di via Acton, che alla Scuola dei Cadetti di Marina. Scopo precipuo dei modelli era quello di dare un valido supporto didattico alle lezioni in aula, specie per le discipline riguardanti la teoria della nave, la tecnica delle costruzioni, l’allestimento navale e la navigazione. La collezione si arricchì nel tempo grazie a nuove donazioni, come quelle delle Officine Partenopee e dei cantieri Pattison che offrirono i modelli utilizzati come loro “catalogo” per la vendita delle navi.

In epoca più recente i modelli e gli strumenti didattici e di laboratorio già esistenti nell’Istituto Universitario Navale sono stati riuniti per una precisa volontà di conservazione ed affermazione delle proprie radici storiche e culturali nelle sale di Villa Doria d’Angri splendida villa monumentale di 3875 mq coperti, di proprietà dell’Ateneo, ristrutturata e restaurata di recente nel pieno rispetto delle normative nazionali sulla sicurezza e l’agibilità.

Villa Doria d’Angri si erge su uno sperone tufaceo della collina di Posillipo e fu costruita per iniziativa di Marc’Antonio Doria, ultimo esponente di spicco della nobile famiglia di origine genovese. Tale villa monumentale è parte di un più ampio complesso urbanistico organizzato come centro di servizi ove si svolgono, tra l’altro, ricerca scientifica e di eccellenza, master post-laurea, congressi e convegni. L’incantevole collocazione paesaggistica, la bellezza architettonica e l’importanza storica di Villa Doria offrono la cornice ideale per l’integrazione dell’esposizione permanente dei reperti museali con le attività e gli eventi collegati con i percorsi didattici e di ricerca e di promozione culturale dell’Ateneo.

Il Museo Navale e alcuni modelli di particolare interesse.
Il Museo Navale è oggi una collezione costituita da circa 160 modelli statici di navi e parti di navi, mercantili e militari, nonché di strumenti nautici e attrezzature marinaresche. Non è qui possibile elencare e descrivere tutti gli oggetti di valore storico che costituiscono la collezione museale dell’Ateneo, ma in questa sede è opportuno ricordare che non mancano testimonianze della produzione industriale che caratterizzava la nostra regione nel secolo scorso quando la navigazione a vapore aveva vinto ogni scommessa sulla propulsione a vela.

Esempio di alto interesse sono infatti alcuni modelli di navi militari che costituiscono l’originale campionario della produzione dei Cantieri Navali Pattison, dislocati, all’inizio del secolo scorso, al Ponte della Maddalena nel porto di Napoli. Questi preziosi reperti dimostrano come, affianco all’industria conciaria, tessile, alimentare, anche quella cantieristica navale avesse raggiunto alti livelli già all’inizio del secolo scorso. I modelli rappresentano, al di là del fatto tecnico, il prodotto che Napoli riusciva a esportare all’inizio del 1900 in altri paesi europei e soprattutto la tecnologia che vendeva a altre potenze militari.

Ma anche altre pagine di storia cittadina vengono evocate dai reperti della raccolta di Villa Doria d’Angri e Via Acton, basta citarne alcuni per tutti: il modello di struttura architettonica dello scafo di un vascello da guerra a vela, il modello di brigantino della marina borbonica, quello da carico completamente invelato dell’800, i modelli didattici di strutture lignee di poppa e di prua. Tutti modelli autentici, ereditati dall’Accademia dei Cadetti della Marina Borbonica e dagli antichi arsenali di marina. Vi sono poi modelli di transatlantici dell’epoca della grande emigrazione italiana, simulacri di parti di navi, carene da studio e modelli di cantiere, diorami di navi in costruzione che rappresentano attività e mestieri della nostra marineria.

I reperti conservati hanno quindi un interessante e diretto riferimento alla storia cittadina e rappresentano una testimonianza significativa dell’evoluzione sociale e industriale della regione Campania. La collezione del Museo Navale dell’Università Parthenope oggi, non è solo un’importante testimonianza della storia scientifica dell’Ateneo ma è soprattutto una raccolta di pregevole interesse per la storia degli studi nautici e per la diffusione della cultura del mare, che vede la città di Napoli in posizione privilegiata e strategica per la sua diffusione.

Antonio Scamardella
Professore Ordinario di Architettura Navale e Statica della Nave
Responsabile del Museo Navale

Recapiti

Indirizzo
Via Petrarca, 80
80122
Napoli

contatti


Telefono
081 5475418/ 5476632

E-mail
museonavale@uniparthenope.it

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altre informazioni

Proprietà: Pubblico

Ente Proprietario: Università degli Studi di Napoli “Parthenope”

Riconoscimento di interesse regionale ex L.R. 12/2005: No

Orari e giorni di apertura
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 (su prenotazione)

Ingresso: Gratuito
Accessibile:

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