Centro di Cultura e Storia amalfitana

Il Centro di Cultura e Storia Amalfitana è un’associazione culturale fondata nel 1975 operante nel territorio della Costa amalfitana per finalità di ricerca e divulgazione nel campo della storia e dell’arte locale, munita di Personalità Giuridica con Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 09.03.1999 (G.U. Serie Generale n. 72 del 27.03.1999). L’Ente è inserito nella tabella degli Istituti Culturali del MIBAC e nella “Tabella degli Enti di Alta Cultura” della Regione Campania. L’Associazione ha ottenuto i “Premi Cultura del Consiglio dei Ministri” per le annualità 1985-2003-2004-2005.

Il Centro svolge fin dall’istituzione attività culturali rivolte allo sviluppo degli studi storici, alla salvaguardia del patrimonio librario, documentario e archivistico, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio della Costiera Amalfitana comprensiva di tredici Comuni della Provincia di Salerno e alla divulgazione della cultura locale mediante:
– apertura al pubblico, mantenimento e costante potenziamento della Biblioteca di Storia, Arte e Cultura Amalfitana;
– organizzazione di una foto-diapoteca dei Beni Culturali del territorio della Costiera Amalfitana aperta alla consultazione di studiosi, di cultori della storia dell’arte locale e del pubblico in genere;
– diffusione di fonti documentarie locali di tipo archivistico di cui si è provveduto al recupero, inventariazione, trascrizione e pubblicazione;
– edizione di un periodico semestrale e di n. 12 collane di saggistica storico-artistica e di cultura varia comunque riguardanti l’ambiente culturale amalfitano;
– svolgimento di attività di animazione culturale consistenti in convegni, mostre, corsi, concorsi, presentazione di volumi e incontri-dibattito su tematiche attinenti la storia, l’arte e la cultura locale in genere.

COLLEZIONI E PATRIMONIO

La Biblioteca di Storia, Arte e Cultura della Costa amalfitana è intitolata a Matteo Camera, archeologo, storico, critico, numismatico, paleografo, filosofo, artista e letterato amalfitano. Spese una vita intera a studiare, leggere e scrivere su tutto ciò che riguardava la storia antica e le origini della sua patria e di tutta l’Italia meridionale.

La Biblioteca specializzata sulla storia locale, dal medioevo fino ai nostri giorni, è gestita dal Centro di cultura e storia amalfitana. Ha origine nel 1981, con sede presso l’ex monastero della SS. Trinità di Amalfi e si è progressivamente arricchita in seguito ad acquisti, lasciti e donazioni da parte di numerosi studiosi ed esponenti delle famiglie illustri di Amalfi. L’attuale patrimonio della biblioteca è di 18.000 documenti (di cui 3000 del fondo Andrea Di Benedetto), 6 manoscritti del XVII-XVIII, 350 periodici, 221 pergamene originali relative al ducato di Amalfi (secc. XI-XVI), 1262 codici e fonti archivistiche medievali e moderne, stampe e carte geografiche, fotografie e microfilm, cd-rom, fondi speciali. Diverse iniziative sono state intraprese e collaborazioni sono state attivate con enti, istituzioni, associazioni, visto che da sempre la biblioteca svolge la sua funzione al servizio della collettività, per meglio rispondere alle esigenze di informazione, cultura e formazione nell’ambito di un territorio ben più vasto di quello di competenza della provincia di Salerno e per valorizzare tutte le peculiarità della Campania e dell’Italia meridionale. Aderisce al Servizio bibliotecario nazionale e la sue raccolte rappresentano la naturale evoluzione verso le funzioni di biblioteca multimediale.

Recapiti

Indirizzo
Supportico Sant’Andrea, 3
84011
Amalfi (SA)

contatti


Telefono
089 871170

E-mail
info@centrodiculturaestoriaamalfitana.it

Sito web
www.centrodiculturaestoriaamalfitana.it

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altre informazioni

Proprietà: Associazione culturale privata

Ente Proprietario: Centro di Cultura e Storia Amalfitana

Orari e giorni di apertura
dal lunedì al venerdì ore 8.30-13.30; lunedì, mercoledì e venerdì ore 15.30-18.30

Ingresso: Libero
Accessibile: La biblioteca è ubicata in un palazzo storico, purtroppo difficilmente accessibile ai portatori di handicap.

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